Il Centro d’Arte Contemporanea La Pescaiola presenta:
IN CARNE VERITAS
Regia di Renato Baldasserini
Testo di Luca Ricci
Potessi sbandierare una verità qualsiasi. Una verità è già menzogna. Abbiamo bisogno della verità, non una tra le tante. La verità.
Andrebbe mostrata, la verità. Lasciata guardare, esibita. Si dovrebbe tatuarsela sul corpo, in un posto bene in vista.
Semplicemente dire: oggi mi sono andato a fare un tatuaggio. Che tatuaggio ti sei fatto fare? Mi sono tatuato sul corpo la verità. Non la mia verità. Il corpo è mio. Ciò che è mio è soltanto un supporto deperibile, i corpi sono di passaggio.
O forse no. Ecco l'abbaglio. La verità non è il tatuaggio, la verità sta là sotto. La verità è la pelle. La verità è proprio il corpo.
Un tatuaggio è un segno intercambiabile. S'inscrive nel bosco fitto dei simboli da cui è impossibile ritornare. Il corpo transita ma è sincero. La carne si deperisce ma non mente.
Sotto il tatuaggio, dunque. In un posto che traspira. L'epidermide è la verità. Pió sotto ignoro cosa ci sia. Materia scientifica, bisturi e microscopio.La verità, se pure esiste, dev'essere semplicissima. Semplice come un bicipite, come un'anca, come un polpaccio.
Tatuarsi è stato un camuffamento. Una complicazione. Voglio solo la mia carne. Voglio ascoltarla parlare. Anche se dice cose che non mi piacciono. Anche se dice che oggi c'è, ma domani non ci sarà più.
Anche se dire corpo è come dire morte, voglio ascoltarla parlare.
Anche se dire morte è come dire coito, voglio ascoltarla parlare.
Anche se dire coito è come dire tutto, voglio ascoltarla parlare.
Anche se dire tutto è come dire no frost o aspirapolvere kirby o jumbo jet.
Anche se è come dire spilla da balia, origami, esprit, caravan, puffo, pesce palla, moneta da un centesimo, fagiolino, exit poll, pantheon, chiffon, Frank Sinatra, delikatessen.
Anche se la verità va in fumo, voglio continuare ad annusare.
La verità è che la verità va bruciata.
ESIGENZE TECNICHE
Lo spettacolo ha esigenza di uno spazio scenico minimo di mt. 10x6, aperto o semicoperto, nel quale andrà montata un tavolo praticabile di mt. 8x2 di altezza 1 mt. e con la possibilità di installare vicino ad esso una o due griglie per la cottura di carne.
Durata: 45-60 minuti, più "cena o merenda" con il pubblico che degusterà la carne arrostita, il vino, la frutta, i pani e quant'altro si riterrà opportuno mettere a disposizione sulla tavola opportunamente imbandita.
Numero di spettatori: da decidersi in funzione dello spazio e se con prenotazione obbligatoria.
Scenografia: si utilizzerà il deco dell'ambiente e se ritenuto opportuno allestito e "rivisitato" da un artista contemporaneo, il tavolo sarà coperto da teli neri e imbandito con grandi pani, vassoi per la carne arrostita, vino, frutta, ecc.; sullo sfondo due grandi gigantografie di mezzene di maiale e lateralmente le griglie per la cottura delle carni. Gli attori indosseranno costumi settecenteschi.
Illuminazione: lo spettacolo userà la luce naturale se svolto al crepuscolo, altrimenti userà i riflessi di luce dell'ambiente con aggiunta di opportuna illuminazione con fari, riflettori o anche torce per lo svolgimento serale.
Potenza elettrica: 220 v. - 3,5 KW
Sonorizzazione: non è previsto l'uso di microfoni. Se proprio lo spazio e la situazione lo esigesse useremo microfoni con radioffissaggio a guancia per il parlato e dei microfoni fissi per i musicisti, 1 mixer e casse per amplificazione.
Tempo di montaggio: 3-4 ore
Tempo di smontaggio: 1-2 ore
Staff min. e max:
Attori-danzatori: 4 o 5
Musicisti: 2 o 3
Fuochisti: 1 o 2
Tecnici: 1 o 2
Costi: da decidersi in base alla programmazione ed in accordo con l'organizzazione in funzione dell'evento da realizzare.
Per qualsiasi informazione contattare:
tel: 0587/658401
email: pescaiola@arte.it
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